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Segnalasprechi, duemila mail in un giorno
Dall'acqua alle scorte, dove risparmiare

In testa alle richieste, il taglio del numero dei parlamentari. Ma c'è anche chi suggerisce di iniziare da piccoli accorgimenti quotidiani di PIERA MATTEUCCI

ROMA - I mille passaggi di una burocrazia lenta e complicata, gli edifici occupati dalla pubblica amministrazione che, dopo averli venduti, paga affitti stellari. I benefit e privilegi di parlamentari, docenti universitari e manager. Ma anche i piccoli sprechi quotidiani: le fontanelle, le luci sempre accese. È un panorama ricco di esempi e suggerimenti quello che emerge dalle segnalazioni (duemila in un giorno) arrivate in redazione dagli utenti di Repubblica.it. La maggior parte delle mail, quasi tutte firmate, indica come urgenti i tagli al numero dei parlamentari e agli stipendi dei politici,  lamenta misure drastiche solo per i cittadini e non per le alte cariche dello Stato e denuncia comportamenti scorretti nelle strutture pubbliche. Ma sono tanti anche quelli che si chiedono perché dal governo sia arrivata la richiesta di segnalare gli sprechi dopo che è stato nominato un esecutivo tecnico e, addirittura, un supercommissario, Enrico Bondi, per stabilire le spese di beni e servizi.

SEGNALA GLI SPRECHI A QUESTO INDIRIZZO 1

Scorte e forze dell'ordine. "Ho la fortuna di abitare proprio nello stabile di un onorevole  -  scrive Maurizio Marani - e vedo quasi tutti i giorni la scorta che viene a prenderlo e riportarlo a casa . Perché l'onorevole ha diritto alla scorta? Se ha diritto alla scorta per motivi di sicurezza, e non solo come autisti gratuiti (come anche la macchina e la benzina), perché non ce l'ha 24 ore su 24 e appena la scorta lo lascia, l'onorevole va al supermercato da solo a fare la spesa o la domenica scorazza in bicicletta per la città da solo?". Come lui tanti suggeriscono di limitare l'uso delle scorte o di ridurre gli agenti in servizio. "Ogni mattina, al Pantheon, vedo passare politici non di primo piano, a piedi, in compagnia di almeno 2 uomini di scorta ( Ronchi, Franceschini, e simili)", segnala un altro lettore.

Stefano Chiatti di Sarzana, invece, suggerisce al dottor Bondi di verificare l'eccessiva necessità del dispiegamento di forze nelle acque del mare di Liguria: "Tengo la barca a Bocca di Magra e vado a fare il bagno alla Palmaria/Portovenere. Incontro nell'ordine: Guardia Costiera Fiumaretta all'imbocco del fiume (giusto), Guardia parco o guardie provinciali, Consolato del Mare e Guardia di Finanza. Avvicinandomi a La Spezia: Carabinieri, Polizia di Stato con Moto d'acqua o barche veloci, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera di Porto Venere (giusto), Vigili Urbani di Portovenere. Qualche volta la Croce Rossa. Tutti hanno barche e gommoni con motori potenti - scrive Stefano -. Ogni imbarcazione comporta: personale per scrivere i bandi di gara per l'acquisto, uffici acquisti per l'acquisizione, costi e addestramento del personale, costi delle barche e dei motori, più assicurazioni e manutenzione dei mezzi, spazi  in banchina e spazi per il rimessaggio. Domanda: non basterebbe la Costiera, che tra l'altro è fatta da ragazzi in gamba e molto disponibili a fare servizio di sorveglianza, lasciando la Guardia di Finanza e un solo corpo di polizia ai loro compiti di istituto? Ma tutti gli altri a che servono?".

Enti e burocrazia. Comuni piccolissimi con un numero di dipendenti pari alla metà degli abitanti, Enti che non hanno più ragione di esistere e uffici che duplicano le attività svolte da altri. "Le commissioni invalidità civile ASL sono un inutile doppione - denuncia Giovanni Indini, presidente della Commissione ciechi e sordomuti di Brindisi -. La decisione finale spetta ai sanitari dell'INPS che controllano i verbali sanitari delle Commissioni ASL, mentre potrebbero direttamente visitare i pazienti come si fa nella pensionistica del lavoro. Le Commissioni sono totalmente inutili anche perché rimane invariato il diritto dell'istante ad eventuale ricorso giudiziario".
Ha svolto una ricerca per verificare gli sprechi nel nostro Paese Alessandro Ascheri che scrive: "Ho letto i primi dati del recente censimento del 2011 e ho scoperto che esiste un comune (il più piccolo d'Italia), Pedesina, che ha 30 abitanti e sono andato a vedere il suo sito. Si scopre che questo comune ha un sindaco, un vicesindaco, 4 assessori (di cui uno è il vicesindaco), 12 consiglieri (di cui 3 anche assessori) e un segretario, per un totale di 15 persone! Per un paese di 30 abitanti! Se consideriamo che avranno anche un corpo dei vigili urbani e degli uffici comunali, praticamente tutto il paese è stipendiato dallo Stato...".
Cencetto, invece, punta l'attenzione sul 'duplicato tra Motorizzazione e ACI: "Il primo è statale, il secondo parastatale (il presidente dell’ACI è anche il presidente dell’associazione petrolieri, lo Stato paga diverse centinaia di migliaia di euro al parastatale e, immagino, che i petrolieri diano altrettanti)", scrive e si chiede: "Perché non riunire i due enti? Quello che viene fatto da uno può benissimo essere fatto anche dall’altro. Abbiamo il P.R.A. e l’archivio della motorizzazione che sono due cose uguali e perché non li unifichiamo? Se serve una legge basta farla e il risparmio sarà evidente".

Immobili. Una delle voci segnalate come più evidente simbolo di sprechi è quella relativa a immobili inutilizzati e abbandonati al degrado o venduti e poi riaffittati a caro prezzo. Michele Bronzato, impiegato dell'Agenzia delle Entrate di Verona, segnala: "Il nostro Ufficio era inserito in un immobile di proprietà dall'INPDAP (ora Ex) e, grazie alle cartolarizzazioni del 2001 del ex ministro Tremonti, è stato messo all'asta e venduto ad una società  immobiliare privata...Da allora stiamo pagando una cifra molto alta di affitto e, come se non bastasse, ad oggi con il personale di molto ridotto a causa dei pensionamenti, siamo dislocati su tre piani, per i quali si pagano fior fior di quattrini...Da ben 2 anni l'Amministrazione ha deciso di compattarci tutti su di un piano, con notevole risparmio di soldini pubblici, ma a tutt'oggi siamo ancora in altissimo mare...In compenso però , il nostro contratto è bloccato fino al 2014...".
È una mail scritta con l'intento di aiutare il Paese che tanto ama a recuperare il terreno perduto quella inviata da Aldo Fortunato: "C’è una bellissima palazzina nella Baia delle Grazie di Porto Venere, a fianco al Varignano, un tempo riservata come alloggio per il maresciallo e i finanzieri della Guardia di Finanza, in una posizione incantevole, valore commerciale oltre 3 milioni di euro. Ora è abbandonata da più di 3 anni e tenuta gelosamente dalla Finanza per motivi che non conosciamo. Il problema è che la villa si sta deteriorando per abbandono. Perché non viene ceduta ora che è ancora in relative buone condizioni? Si aspetta, come al solito, che l'immobile diventi un rudere?".

Acqua, luce e gas senza controllo. Fontanelle che gettano acqua tutto il giorno, illuminazioni di uffici sempre accese e riscaldamenti al massimo: tanti lettori lamentano uno scarso controllo di questi servizi e suggeriscono al governo di iniziare a risparmiare da qui. Basterebbe un rubinetto 'blindato', per limitare l'uscita di acqua corrente a Roma e in altre città d'Italia, secondo Rocco Sciarrone. "Lavorando in una struttura Pubblica ho verificato che in tantissime stanze di scuole, uffici di enti locali, ministeri ecc.ecc., anche di giorno si accendono le luci anche se non necessario - è la testimonianza di Giuseppe Chielli -. Partiamo dal presupposto che l’energia elettrica è aumentata del 4% e, se consideriamo lo spreco di energia elettrica ingiustificata in ogni ufficio Pubblico da Gorizia a Palermo, chissà quanto risparmieremmo in un anno!". Dell'aspetto ambientale, unito a quello economico si preoccupa Amedeo Minicucci: "Ogni volta che vado negli uffici pubblici mi chiedo sempre: perché è tutto acceso a palla? Luci, riscaldamento, aria condizionata? Il risparmio energetico dovrebbe essere d'obbligo per le strutture pubbliche, salvaguardando due aspetti: i consumi e l'ambiente".

Trasporti. Un'altra fonte di risparmio potrebbe essere, secondo i lettori, l'ottimizzazione di aeroporti e linee ferroviarie. "L'aeroporto della città di Parma (Verdi) attualmente ha un numero limitatissimo di voli - dice Giovanni Baldi -, per cui è facile intuire che i costi della struttura siano enormemente superiori al turnover. Molto meglio sarebbe organizzare da Parma un servizio di trasporto (es. pullman) verso i principali aeroporti vicini (Bologna, Milano Linate)".
Per Gianluca Vada l'aeroporto di Levaldigi è un buco nero che ogni anni ingoia denaro: "La cosa folle è che l'aeroporto di Levaldigi non ha nessuna valenza utile sul territorio...Prima per giustificare l'esistenza dicevano che Caselle è lontana. Ora oltretutto hanno fatto l'autostrada Cuneo-Torino e in un attimo un utente è a Caselle".

Cantieri infiniti. Opere in edifici pubblici e ospedali che non vedono mai la parola fine o strutture costruite senza che si capisca bene quale sia la loro utilità vengono segnalate da Nord a Sud. "Durante una piacevole camminata sulle montagne di Ponte di Legno a 2.000 metri di altezza, siamo incappati in un cartello di un cantiere per la costruzione di 2-3 casette in calcestruzzo e pietre, delle dimensioni di circa 5metri per 5 metri, la cui destinazione non è ben chiara - segnala Roberto Capellini -. Non penso si tratti di rifugi alpini, di rifugi per le mucche e non si capisce a cosa oggi possano servire. Sorgono sui resti di vecchie costruzioni in legno distrutte dall'incuria, dal tempo e forse dalle slavine che scendono periodicamente dalla montagna più in alto. Anche se non è tutto chiaro, ciò che ci ha colpito di più e che motiva questa segnalazione è l'importo indicato del progetto, a metà della durata dichiarata dei 30 mesi, che ammonta a poco meno di 500.000€! Il cartello segnalava la partecipazione della Regione Lombardia e del Comune di Temù".
"Nell'Ospedale N. Melli di S. Pietro Vernotico - scrive un lettore - sono stati terminati da oltre due anni i lavori per l'ammodernamento di due reparti e delle sale operatorie. I lavori sono stati consegnati, almeno quelli del reparto, sempre oltre due anni fa, ma a tutt'oggi sono stati chiusi e e sono divenuti deposito di barelle, reti e quanto altro, mentre i malati vengono trasferiti in reparti di altre regioni e province, in cerca di un posto. È una vergogna!".
Anche Francesco Bigatti lamenta enormi ritardi per l'ospedale di Bergamo: "Provate a verificare quanto è costato il nuovo ospedale di Bergamo, che è in ritardo di anni dalla consegna e ha perdite di acqua pazzesche e non si sa quando finirà la costruzione e il collaudo".

Scuola e Università. Una notevole fonte di risparmio, per quanto riguarda il comparto scolastico, potrebbe essere, secondo molti cittadini, quella di affidare i servizi di pulizia ai collaboratori scolastici o a personale ATA (Ausiliari tecnici amministrativi), invece di appaltarli a ditte esterne. Nello stesso tempo, bisognerebbe controllare le spese effettuate dalle Università e relative a benefit assegnati ai docenti. "Sono componente in quota genitori di un Consiglio di Circolo di tre scuole primarie con un migliaio di alunni circa a Bologna - racconta Marina D'Altri -. Vagliando i contratti di appalto della Cooperativa che fa le pulizie ho rilevato che, con gli stessi soldi, si potrebbero assumere 3 unità di personale (ATA), una per ogni scuola, con il risultato che le scuole sarebbero molto più pulite, si risparmierebbe un 10% circa sui costi dell'appalto e ci sarebbero 3 disoccupati in meno. Per non parlare del maggior controllo degli alunni e delle entrate delle scuole".
Per quanto riguarda le Università, poi, le segnalazioni più numerose riguardano alcuni 'privilegi' dei docenti: "Mia moglie lavora in un'Università, precisamente come segretario di Dipartimento, e ne vede tantissime - denuncia un lettore che chiede di restare anonimo -. Ci sono tantissimi sprechi, perché i docenti universitari hanno tantissimi privilegi.... Ad esempio due docenti hanno avuto all'incirca 350.000 a testa euro per un progetto di tipo umanistico a livello nazionale che coinvolge diverse unità, ma sostanzialmente la cifra viene spesa in viaggi strapagati all'estero e in attrezzature super all'avanguardia. Questi fondi poi sono da rendicontare e scadono ogni 2 anni. Alla fine del biennio c'è la corsa all'acquisto pur di "spendere" tutto. E li vien fuori una vera e propria bolgia in stampanti, o cancelleria etc...".

Farmaci. Medicine troppo care rispetto alla media europea e confezioni troppo grandi rispetto alle prescrizioni del medico: sono solo due delle voci su cui il governo, secondo i lettori, potrebbe intervenire per recuperare un bel po' di sprechi. "In Inghilterra, se un medico ti prescrive una cura per 7 giorni (ad esempio di pastiglie di antibiotico), ti fa la ricetta per 7 pastiglie e il farmacista non te ne dà di più - testimonia Paolo Ruffatti -. Il farmacista acquista barattoli interi di pastiglie non le costose confezioni da 10. Inoltre, per le forniture ospedaliere il prezzo concordato con le case produttrici potrebbe essere fissato a livello nazionale con dibattito pubblico, specie per i medicinali più costosi (evitando di nominare Poggiolini come acquisitore unico), con gare pubbliche e controllate dalla Finanza direttamente. L'acquisitore nazionale dovrebbe essere tenuto sotto controllo.
Anche per G. Pianini il costo delle medicine è fuori controllo: "Alcuni farmaci in Italia costano anche 2 o 3 volte di più rispetto alla vicina Francia, o rispetto ad altri paesi EU: è il caso anche di vari farmaci coperti dal servizio sanitario nazionale. Non si dovrebbe permettere alle case farmaceutiche di stabilire, per i farmaci pagati dal servizio sanitario nazionale, un prezzo più alto di quello praticato dalle stesse in altri paesi EU".

Modelli 730 e istruzioni. Viene segnalato in molte mail uno spreco legato ai modelli 730 e alle relative istruzioni per la compilazione. Come Paolo Beltrame che racconte:"si va in Municipio e si ritira il mod.730 con le relative istruzioni. Se si fanno errori nel compilare i moduli e ci si reca in Municipio per avere altri moduli, si riceve tutto il pacchetto con 85 pagine di istruzioni. Queste sono assolutamente inutili e si buttano via", la pensano anche Adriano Caroli e Ferruccio Climi.

Tecnologia e informatica
. L'uso della 'cara vecchia carta' non viene ancora abbandonato nei tribunali e in molti uffici, cosa che comporta un enorme consumo di carta e tempo perso in lunghe ricerche. Per Luigi Palisano è assurdo vedere chili di carte sui tavoli delle Commissioni parlamentari: "Siamo nel periodo dell'informatica, visto che tutti hanno un PC perché non si usano i dischetti che possono contenere migliaia di pagine in poco spazio e costano solo meno di 1 Euro. Quanti milioni di Euro si risparmierebbero eliminando la carta? Quanto alberi si salverebbero cambiando il sistema?"

(04 maggio 2012)